Nato a Milano, Italia nel 1980.

 

Vive e lavora tra Bali, Indonesia e Milano, Italia.

 

Sin da bambino è affascinato dai materiali di scarto con i quali dall’età di sei anni inizia con passione a costruire giocattoli e oggetti di uso quotidiano.

Inizia a lavorare in giovane età su sculture di artisti famosi e lavora soprattutto con metallo e bronzo, approfondendo la sua esperienza collaborando con “Fusioni d’arte 3D”, creando la scultura Not Vital, Hirsch nel 2011, ma amante della libertà, dell’indipendenza e curioso di vedere il mondo inizia a viaggiare cercando di confrontarsi con realtà diverse dalla sua e dopo molte tappe finalmente si trasferisce a Ubud, Bali, dove apre uno studio di produzioni visive e animazioni 2D. A Bali incontra un mondo ricco di creatività e artisti e approfondisce la conoscenza dell’arte contemporanea, prediligendo sempre di più terre e materiali naturali con cui gioca erodendo le superfici delle sue opere, come se un’azione naturale le avesse create.

Da qui nasce il suo progetto “Construction e Deconstruction”, dove l’uomo e la natura si modellano nel tempo. Con la stessa passione si dedica alla progettazione e creazione di strumenti musicali, a cui cerca di dare un tocco di design unico, seguendo le vibrazioni che trasmette il suono.

Alla base di tutta la produzione di Alessio Ceruti, sia che si tratti di pittura, scultura, video o installazioni vi è principalmente la relazione/coesistenza tra uomo, natura e società, con un particolare focus sulle problematiche ambientali.

Un altro elemento è la continua indagine e sperimentazione sui materiali naturali e non: terra, sabbia, legno, foglie, carta, cemento, stucco, colle e resine, cenere, metallo e plastica; giocando sulla loro fragilità, con la corro- sione naturale o forzata. In questo modo l’opera si trasforma fino al suo compimento finale, sul quale agisce, in un secondo momento, l’effetto del tempo.

 

“Sono affascinato quando i materiali cambiano forma e colore in seguito a eventi naturali e non. La mia tecnica si concentra per lo più sulla sovrapposizione dei materiali stessi, a volte impossibili da assemblare e suscettibili ai diversi accorgimenti, che danno vita a un’opera che non ha fine, incompiuta, sempre in evoluzione”