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WHAT-ER – acque acide – 2016

WHAT-ER – acque acide – 2016

 

Questo progetto nasce da un’esperienza personale dell’artista durante la sua permanenza in Indonesia. Esso si basa sull’osservazione dei luoghi circostanti e la riflessione sui problemi socio-ambientali legati agli oceani, gravemente danneggiati, principalmente dal progresso industriale.

Infatti in quegli anni trascorsi in Indonesia l’artista nota dei cambiamenti nella barriera corallina.

Quest’immagine lo ricollega ad altri luoghi visitati in precedenza, come gli Atolli delle isole Maldive e del Borneo; ne deriva  un confronto, quindi l’interesse e il desiderio di approfondire l’argomento. Questo é stato l’inizio della  sua ricerca sul problema dell’acidificazione dei mari: si consulta con la gente locale e  con gli istituti che si occupano della ricrescita delle zone coralline, guarda documentari e conferenze che si svolgono in vari posti del mondo, come l’Università delle Scienze della California, la National Science Foundation e National Oceanic and Atmospheric Administration  statunitensi,  per comprendere la portata e l’importanza di questi eventi.

Con grande zelo si immerge nello studio sulle cause e sui processi di acidificazione dei mari, sperimentando l’incremento del PH nell’acqua, in presenza di sostanze aggressive che vi si riversano. Usando infatti una gradazione appropriata degli acidi a noi comuni, come l’aceto e l’acido muriatico, dal meno al  più aggressivo, ed inserendo in queste soluzioni alcuni elementi calcarei, come ad esempio le conchiglie marine, riesce  a  riprodurre le condizioni precarie in cui versano gli oceani, aggrediti da sostanze tossiche che ne compromettono l’equilibrio idro-geologico.

Questa operazione  é un monitoraggio vero e proprio delle varie fasi di scioglimento degli elementi presi in esame e scansionati, nonché fotografati per evidenziarne la loro  trasformazione. Le foto vengono scattate in Time-Lapse (ogni 5 secondi) e sono seguite da autentici filmati  ad alta velocità, anche per dar modo all’osservatore di constatare i danni visibili ed irreversibili che le acque acide arrecano ai mari.

A seguito di queste esperienze, l’artista ha generato delle opere che rappresentano le varie fasi di trasformazione dei reperti studiati ed esaminati. La bellezza degli artefatti offre la possibilità  agli osservatori di gustarne anche le qualità estetiche, date dalla giusta combinazione di materiali, colori ed effetti speciali che ha usato per comporli.

Con questo progetto Alessio ha svolto un’opera di sensibilizzazione sui gravi problemi che possono compromettere la vita sul nostro pianeta e lo ha fatto usando le sue risorse artistiche per un risultato che appagasse il gusto estetico, suscitasse stupore e curiosità, ma soprattutto trasmettesse la giusta consapevolezza della realtà in cui viviamo dove ognuno di noi può contribuire a renderla  migliore.

che cosé l'acidificazione degli oceani?

L’acidificazione degli Oceani e’ il nome dato alla decrescita del PH Oceanico causato dall’eccesso di Anidride Carbonica nell’atmosfera.

Un terzo della CO2 viene assorbita dagli Oceani, che coprono il 70% della superficie terrestre.

Una volta in contatto con l’acqua marina la CO2, tramite un processo chimico, si trasforma in Acido Carbonico (H2CO3) che porta ad abbassare il PH delle acque incrementandone così l’acidificazione.

Il livello di anidride carbonica (CO2) immesso nell’aria durante il periodo di industrializzazione e’ cresciuto drasticamente portando ad un aumento dell’acido nell’acqua oceanica e si presume che per la fine del secolo il livello del PH degli oceani sia talmente elevato da apportare gravissimi danni alle creature marine e  terrestri.

Difatti il processo di acidificazione influisce su tutti gli organismi calcarei sciogliendo i  gusci di conchiglie, molluschi, crostacei , coralli e plancton calcareo, causando  così gravi problemi genetici e riproduttivi per la categoria in questione. 

Questa infatti é  alla base della catena alimentare fino alla presunta estinzione della loro specie e di tutti gli organismi viventi marini che di loro necessitano per la sopravvivenza.

quali sono le condizioni attuali degli oceani?

Secondo gli ultimi dati raccolti dallaGlobal Coral Reef Monitoring Network, GCRMN, circa il 20 per cento dei 284.800 chilometri quadrati di barriere coralline presenti al mondo é andato perduto negli ultimi vent’anni e più del 35  per cento é in serio pericolo.

Tra le principali cause che danneggiano questi delicati ambienti marini ci sono i cambiamenti climatici: l’aumento delle temperature e del livello dei mari, l’incrementarsi delle tempeste tropicali incidono drasticamente sulla salute degli organismi che costituiscono le barriere.

Anche l’eccessiva pesca, l’aumento di anidride carbonica nell’acqua e la presenza di spazzatura che vaga negli oceani stanno mettendo in pericolo i reef.

Tra le barriere più danneggiate dall’attività antropica c’é il cosiddetto “Triangolo dei coralli”, che si estende tra le coste dell’Indonesia orientale, delle Filippine, della Malesia, di Papua Nuova Guinea, delle Isole Salomone, di Timor Est.

Ricco di endemismi e di biodiversità, questo ambiente in cui vive il 76 per cento delle specie coralline del mondo, rischia di scomparire danneggiando anche la vita delle popolazioni che dipendono per il proprio sostentamento dal mare.

Il video “WHAT-ER  Acque Acide  – Educational Video – Ocean Acidification Project” è stato editato dall’artista – allo scopo di sensibilizzare gli utenti al tema dell’Acidificazione dei Mari e senza nessun scopo commerciale – con parti di documentari, musiche e conferenze prese dal canale internet www.youtube.com. L’artista pertanto, non ne detiene i copyright.